Graziella di Prospero
Sezze (LT) 29 luglio 1943 - Ariccia (RM) 27 ottobre 2013

Lo scorso 27 ottobre 2013 ci è mancata Graziella Di Prospero, giornalista, ricercatrice, scrittrice, sceneggiatrice e soggettista. Io però la conoscevo soprattutto come cantante di canzoni popolari del basso Lazio, soprattutto della zona di Sezze, dove era nata e cresciuta. Ho cominciato ad ascoltare musica folk quando ero ancora adolescente e la voce di Graziella, e le canzoni che cantava, erano per me un richiamo della foresta: un po' perché le sue canzoni erano tanto simili a quelle ciociare che mi insegnavano mia madre, mia nonna e le mie zie, un po' perché i temi della sofferenza e delle lotte dei lavoratori, sfruttati in modo bestiale nelle campagne, cominciavano a starmi e cuore (e continuano anche oggi).
Una delle canzoni di Graziella che non ho mai scordato, anche se che non l'ho ascoltata per decenni è "Tengo ‘no bove se chiama Rosello", che dà il titolo all'album del 1975, in cui il bovaro parla con il suo bue che, regolandosi con l'altezza del sole all'orizzonte, vorrebbe smettere di arare e porre fine alla lunghissima giornata di lavoro. Ma il bovaro, compagno di sfruttamento dell'animale, gli chiede di continuare, perché il loro comune padrone non si stanca mai del lavoro altrui, e pretende da loro che facciano cento "votate" ossia voltate di aratro, alla giornata. Questo padrone, dice il bovaro "ci leva la pelle, la stenne pe' le fratte e poi la vende" (link per il testo). Negli ultimi quaranta e più anni ho ascoltato tantissime canzoni popolari, di tanti paesi, vicini e lontani, ma non ho mai sentito una canzone del genere, con una solidarietà così forte tra uomo e animale, visto come un vero e proprio compagno di lavoro. Mi sono sempre rimaste in mente la melodia e le parole della canzone e la voce calda e dolente di Graziella mentre la canta, pur non avendo ascoltato questo pezzo per almeno trent'anni (adesso, dopo aver saputo della morte di Graziella, ho trovato e comprato il disco su e-bay e finalmente lo posso risentire).

Graziella sapeva trovare queste canzoni e restituircele con la sua bellissima voce, e farci sentire fratelli e compagni del bracciante che per un salario da fame fatica tanto che "l'anema se va pe' conto suo", o del bambino che non vuole andare a scuola perché la maestra lo picchia e gli ruba il pranzo, o della donna che è "nata sfortunata in de le fasce" perché è nata donna, ma nonostante questo non trema e dice "semo più forte noi che le culonne".
Ho visto Graziella diverse volte, sempre lei sul palco con la sua chitarra ed io in piazza a batterle le mani, l'ultima volta deve essere stato a fine anni '70 a Roma, al Tufello, a piazza degli Euganei, e c'era anche lo zampognaro Francesco Splendori, e forse anche un organettista. Mi piacque tanto il suo concerto e non sapevo che era l'ultimo che avrei visto. Negli anni successivi ho provato a cercare sue notizie, invano, quando è comparso You tube ho cercato anche lì, con pochissimi risultati. Poi un giorno, cercando su internet, ho saputo che Graziella non c'era più, e con quella persona che avevo visto solo da lontano, lassù sul palco con la chitarra in mano, ho sentito di aver perso una persona cara ed ho creato questa pagina come omaggio e ringraziamento, sperando di far conoscere Graziella a più gente possibile.

Notizie su Graziella
Da quel poco che riesco a ricavare da internet so che Graziella Di Prospero è nata a Sezze il 29 luglio 1943, ha studiato e vissuto a lungo a Roma, è stata attiva dalla seconda metà degli anni Sessanta all'inizio degli anni Ottanta, come cantante, scrittrice, soggettista e sceneggiatrice di cinema e televisione
(vedi bibliografia in fondo alla pagina), giornalista, attrice di cabaret, e ricercatrice di musica popolare, raccogliendo, per tutti gli anni Settanta, insieme al suo compagno, il fumettista Giorgio Pedrazzi, oltre 300 ore di registrazioni sul campo, soprattutto nel basso Lazio, in parte da lei reinterpretate nei suoi dischi e concerti.
La gran parte delle registrazioni sono state trascritte nella raccolta: “Itinerario della memoria, Una ricerca di canti, detti, proverbi, testimonianze della tradizione popolare del Lazio”. Graziella è stata poi autrice nel 1977 della trasmissione radiofonica di Rai Radiotre ”Sezze - La Passione raccontata dai protagonisti. Religiosità Popolare, Canti e Testimonianze sulla settimana santa”, per la quale Giorgio Pedrazzi, ha collaborato alla stesura dei testi, e nel 1980 del film per Rai3 ”Itinerario della memoria
(fonte: http://www.antiwarsongs.org).
L'artista ha inciso tre dischi con la Fonit Cetra, nella collana Folk, diretta da Giancarlo Governi, ha tenuto concerti ed esibizioni televisive, ed ha collaborato con vari artisti della scena folk laziale, come Ettore De Carolis, l'organettista Pino Pontuali di Anguillara Sabazia e lo zampognaro Francesco Splendori, di Anticoli Corrado.
Graziella è stata attiva nel gruppo di lavoro sulle tradizioni popolari della sezione Culturale Centrale del P.C.I., coordinato da Sergio Boldini, con le adesioni e le collaborazioni di artisti quali Caterina Bueno, Omar Calabrese, Maria Carta, Gilberto Giuntini, Enzo Gradassi, Ivo Lisi, Paolo Natali, Giorgio Pedrazzi, Eliana Pilati, Alberto Sobrero, Renato Sitti, Antonio Uccelli
(fonte: http://www.antiwarsongs.org).

Graziella ha fatto quindi parte di quel movimento culturale e politico che ha voluto recuperare la cultura prodotta dalle classi subalterne, sottraendola all'oblio in cui la stavano relegando l'abbandono delle campagne e la diffusione della televisione, innanzitutto salvandone la voce con registrazioni fatte nei paesi e nelle campagne, senza le quali avremmo perso per sempre queste testimonianze. Ma il lavoro di Graziella e altri si è spinto oltre: avendo una voce meravigliosa ha deciso di far vivere queste canzoni e farle conoscere ai figli ed ai nipoti dei contadini e dei pastori che le avevano prodotte,
Le canzoni riproposte da Graziella non sono mai un'operazione di revival, reperti archeologici artificiosamente rimessi in vita, ma la sua grande voce le ha rese vive, restituendo le emozioni di chi le aveva composte, sotto la spinta del dolore, dell'amore o della rabbia delle classi subalterne, oppresse dallo sfruttamento, dalla discriminazione sessuale o politica e dalla miseria.
Oltretutto i testi delle canzoni di lavoro e di lotta danno una testimonianza delle condizioni in cui vivevano braccianti, pastori ed operai, viste dal loro punto di vista, molto diverse da quelle che possiamo trovare nelle indagini scientifiche o nelle inchieste parlamentari, anche accurate, ma prodotte da esponenti della classe borghese, con problemi di comunicazione e con reticenze che non si trovano invece nella canzone e nella poesia popolare, che se è stata tramandata dà garanzia di essere veritiera e sincera.
Con alcune delle donne aderenti al gruppo di lavoro presso il P.C.I., sopra citato, Graziella è stata emblema e simbolo della lotta in difesa dei diritti delle donne, e in diverse occasioni fu chiamata a partecipare con alcuni dei suoi brani alle feste popolari organizzate dai movimenti di protesta. Per lo stesso motivo nel 1989 fu chiamata ad intervenire a Los Angeles, tra le artiste più rappresentative delle tradizioni popolari italiane
(fonte: http://www.antiwarsongs.org).
Descrivere la voce di Graziella non è semplice, è una voce potente, fiera, calda, espressiva, forse la cosa migliore è ascoltarla sui siti di condivisione, per quel poco che è stato caricato
(vedi "video in rete" in fondo alla pagina); sarebbe bello poter ritrovare i tre dischi pubblicati in versione digitale, chissà che qualcuno ci pensi un giorno.

Omaggi a Graziella
Alcune delle canzoni di Graziella sono state riproposte dal gruppo setino dei Canusìa. dalla Banda Jorona, da Lavinia Mancusi. dal Mantice, da Sara Modigliani ed altri, ed anche prima della sua scomparsa le sono state dedicate come omaggio varie manifestazioni, come il concerto di beneficienza "Il folk è vita" di Sezze del 25 novembre 2006 (link), la serata dedicata a Graziella del 19 Agosto 2008 nella 8
a Edizione del Civitella Alfedena Folk Festival (AQ) (link) e "Omaggio a Graziella Di Prospero" di Bassiano, il 19 maggio 2012 (link), nel corso del quale è stato presentato il progetto del "Centro di musica popolare dei monti Lepini" intitolato a Graziella.
Al funerale, celebrato al cimitero di Ariccia, cittadina in cui abitava da anni, con il marito Giorgio Pedrazzi, ed il figlio Francesco, oltre ai parenti ed agli amici più intimi ha preso parte il sindaco di Sezze Andrea Campoli, che l'ha ricordata così: “Esprimo a nome della città di Sezze il cordoglio per la scomparsa di una personalità che con la sua passione e con il suo indubbio talento artistico ha contribuito a far conoscere, a tramandare e a valorizzare lo straordinario patrimonio di cultura e arte popolare che connotano la identità e la tradizione della nostra comunità
(fonte: http://www.onirikaedizioni.it).
Parafrasando Fabrizio De André posso dire di Graziella che è meglio rimpiangerla che non averla mai conosciuta, e comunque gli artisti come lei sopravvivono anche al proprio corpo, grazie alle opere che lasciano, e questa è per me, l'unico tipo di vita dopo la morte che esiste.

Discografia:
Tengo ‘no bove se chiama Rosello. (Cetra LPP 273-CF 22) marzo 1975;
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AEIOU, alla scola ‘n ci voglio ì più. (Cetra LPP 307-CF 46) luglio 1976:
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In mezzo al petto mio ce sta ‘n zerpente, (Cetra Folk LPP 387-CF/) ottobre 1978.
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Bibliografia:
Graziella DI PROSPERO (1971) Sex + amo = sesamo.Trevi editore, Roma.
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Graziella DI PROSPERO, Giorgio PEDRAZZI (a cura di) (2003) Cara Isabella: lettere a un'eroina dei fumetti (copertina e illustrazioni: Giuseppe Manunta). Nuvoloso, Albano laziale.
(ISBN - 9788890541926) IMMAGINE
Graziella DI PROSPERO () Da New York al Prenestino il passo è breve. (raccolta di poesie)

Filmografia:
"Io Emmanuelle", regia di Cesare Canevari (uscita: 11 settembre 1969): sceneggiatura del film e soggetto dal racconto "Disintegrazione 68".
link con IMDB

Video in rete:
So' nata sfortunata in de le fasce https://www.youtube.com/watch?v=o-vThVKWRgA
Tengo ‘no bove se chiama Rosello (inizio, poi Sara Modigliani e Mantice) https://www.youtube.com/watch?v=s-G6_TCJXuM
Alziti bella (Sara Modigliani) https://www.youtube.com/watch?v=R7V4eMJDczU
Stornelli anticlericali del '48 (Canusia) http://www.youtube.com/watch?v=m3O6VymBr5I
La Cecilia (Canusia) https://www.youtube.com/watch?v=nuNoL_5fxn4
Saltarello dell'infamità (Canusia) https://www.youtube.com/watch?v=ju4qaeE_zCU
Caro capoccia non tanta aroganza (Bianca Giovannini, Alessandro Mazziotti) https://www.youtube.com/watch?v=ssu_sIPKCoQ

Siti visitati:
http://www.musicapopolareitaliana.com/band-artisti/graziella-di-prospero/
http://www.musicapopolareitaliana.com/musicapopolareitalianablog/2014/07/24/graziella-di-prospero-la-ricercatrice-dei-lepini/
http://www.antiwarsongs.org/artista.php?id=12800&lang=it&rif=1
http://digilander.libero.it/gianni61dgl/grazielladiprospero.htm
http://www.lazio.net/forum/index.php?topic=20219.0
http://www.setino.it/mc-2006-07.htm
http://www.onirikaedizioni.it/2013/10/sezze-piange-la-scomparsa-di-graziella-di-prospero-il-cordoglio-del-sindaco-campoli/
http://www.alfonsotoscano.it/forum/ReplyNew.asp?RepId=713&H_ID=36&r_id=18994&Orgin=0&pageid=3
l'Unità, archivio foto http://archiviofoto.unita.it/index.php?f2=recordid&cod=7888&codset=SPE&pagina=405#foto_2

http://www.imdb.com/title/tt0123916/?ref_=nm_flmg_wr_1Di Prospero

Links:

pagina creata il: 27 agosto 2014 e aggiornata a: 1°novembre 2014