Serafino
Gaddini nacque a Bologna
il 20 febbraio 1882, ed ebbe lo stesso nome dallo zio paterno,
commerciante di legname, morto poco più di un anno prima
della sua nascita, all'età di 60 anni.
Suo padre, Carlo Gaddini, era uno scrivano (impiegato) riminese
di 47 anni, temporaneamente emigrato a Bologna, mentre sua madre
Vittoria Semprini, era nata a Savignano sul Rubicone (FC) 36 anni
prima; era casalinga ma all'anagrafe del paese natale era registrata
come cucitrice.
Serafino aveva solamente una sorella maggiore, Rosa, detta Rosina, che visse e morì a Rimini,
con il marito Giuseppe Cocco, originario del paese sardo di Busachi (OR), che prestava servizio come
poliziotto a Rimini. La coppia non ebbe figli, ma allevò
Giovanni, figlio di Antonio, fratello defunto di Giuseppe, che
era carabiniere.
Serafino si iscrisse alla Scuola Superiore di Medicina Veterinaria
di Bologna, da dove nell'anno accademico 1902-03 passò
alla Regia Scuola Superiore di Agraria, che era stata inaugurata
il 16 maggio 1900 e attivata nell'anno accademico 1900-01 (1). La Scuola era privata, promossa dalla
Cassa di Risparmio di Bologna, ed aveva sede nella quattrocentesca
palazzina della Viola, che aveva
già ospitato, all'inizio dell'Ottocento, un'altra scuola
agraria, quella fondata dal grande agronomo reggiano Filippo
Re (1763-1817) (2). La Scuola nel 1910 divenne statale e fu
integrata nell'Università degli Studi di Bologna, nel 1923
divenne Regio Istituto Superiore Agrario e, infine, nell'anno
accademico 1935-36 si trasformò in Facoltà di Agraria
presso la stessa Università di Bologna.

Serafino ebbe come matricola il
numero 175 e si laureò il 29 luglio 1910, otto giorni dopo
la morte di suo padre, con votazione 80/110 con una tesi di laurea
dal titolo "Il tabacco Kentucky e la sua introduzione
nella campagna della provincia di Forlì" (3).
È curioso notare che il tabacco
Kentucky è tipicamente usato per produrre il tradizionale
sigaro toscano, di cui Serafino era
fumatore, anche se forse all'età della laurea non lo era
ancora.
Dopo la laurea, a causa della morte del padre, avvenuta a Rimini,
sia Serafino sia Rosina si trasferirono temporaneamente presso
uno zio a Pesaro, dove Serafino lavorò come farmacista,
professione che all'epoca si poteva esercitare anche con la laurea
in agraria.
Serafino, durante il periodo bolognese, coltivava molti interessi
e, tra l'altro, seguiva le lezioni di Giosué
Carducci, professore all'università petroniana, e nel
1907 partecipò al solenne funerale del poeta. Dagli archivi
on-line della casa di Carducci a Bologna risulta tra i corrispondenti
del poeta nel 1901 anche Carlo, padre di Serafino.

Anche presso il sito web della Domus Mazziniana
di Pisa, nel fondo Ghisleri, risulta una corrispondenza di Carlo
Gaddini.
Durante la grande guerra prestò servizio nel genio come
ufficiale; quando era di stanza a Roma, ordinava l'"attenti
a destr" al suo plotone quando passava sotto le finestre
della futura moglie Adele, come raccontava lei stessa.
Serafino era sposato con Adele Borbonese,
conosciuta in casa di amici, più giovane di lui di 9 anni
(era nata a Roma il 23 aprile 1891) casalinga di famiglia torinese-emiliana:
il padre Melchiorre, torinese, dirigente delle Ferrovie dello
Stato, si era trasferito dapprima a Napoli, per occuparsi dei
traghetti per le isole, e poi a Roma, la madre Luisa
Campana era nata a Torino da famiglia ferrarese, trasferitasi
a Roma per motivi di lavoro del padre Guelfo, impiegato statale.
La coppia ebbe quattro figli maschi: Enzo
(1920-1946), Carlo (1922-1998), Bruno
(1925-1986) e Vittorio (1929-1989).
La famiglia di Serafino ed Adele abitava a Roma, dapprima in via
Gaeta, presso la Stazione Termini, poi in via Agrigento, e infine
in via Verona, 9, presso piazza Bologna.
In gioventù Serafino era socialista, ma con l'avvento di
Mussolini prese la tessera del partito fascista, per poter lavorare.

All'inizio della carriera lavorò a Roma alla società
Montecatini, in seguito si impiegò presso la "Terni
Società Anonima per l'Industria e l'Elettricità",
dove si occupò in particolare della calciocianamide,
concime minerale azotato, che veniva prodotto negli stabilimenti
ternani di Papigno e Collestatte
(4).
Serafino promosse con molta energia la calciocianamide, sia con
interventi tecnici, sia con metodi promozionali. Si occupava infatti
anche del settore promozione, e il suo lavoro lo portava a lunghi
viaggi in tutta Italia, e a conoscere un gran numero di persone,
grazie anche al suo carattere socievole.

Sulla rivista "Calciocianamide"
(n. 1, autunno 1966) si riporta:
"Ma soprattutto è doveroso volgere il più
grato ricordo a Serafino Gaddini che intuì, studiò
ed accertò - con la sensibilità del Maestro - i
molteplici, insuperabili pregi della Calciocianamide e ne propagandò
la tecnica dei diversi impieghi, con la consapevole tenacia dell'Apostolo.
A lui deve essere riconosciuto il merito di aver dato il massimo
contributo alla diffusione della conoscenza di un mezzo tecnico
di superiore efficacia per la fertilizzazione dei terreni, per
l'aumento delle rese unitarie, per l'incremento degli indici di
produttività delle aziende agricole italiane. Al maestro
incomparabile vada il pensiero di tutti coloro che lo ricordano
con più alta stima e reverente gratitudine.".
Nella sua attività professionale Serafino Gaddini si interessò
di molti temi culturali, anche lontani dalla sua attività
professionale, come ad esempio la psicoanalisi, e venne in contatto
con numerosi intellettuali, tra i quali i pittori Enrico
Ortolani (1883-1972), uno dei 25 della Campagna romana, Giovanni Capranesi (1851-1936), Leypold,
Mori e Bianchi, il poeta Marini, il musicista Francesco
Balilla Pratella (1880-1955), romagnolo come lui e quasi coetaneo.
Tra i suoi amici più illustri c'era il grande poeta romano
Trilussa (Carlo Alberto Salustri, 1871-1950),
il quale compose un breve stornello sulla calciocianamide:
"canta il grillo, fior di ruta / Dio l'aiuta chi si aiuta,
/ e il rurale sa la ride / con la calciocianamide" (5),
o, secondo un'altra versione,
pubblicata sull'Agenda della Calciocianamide
del 1938:
"Con la calciocianamide il rurale se la ride, stimolando
con prudenza, la Divina Provvidenza" (6),
mentre nella famiglia Gaddini circolava una differente versione,
prevedibilmente non pubblicata:
"Con la calciocianamide / il rurale se la ride / dimostrando
che si perde / troppo tempo con le merde"
la chiusa alludeva al progresso ottenuto con la sostituzione con
concimi minerali dei concimi organici ottenuti da deiezioni, anche
umane (come il cosiddetto cessino o pozzo nero),
portatori di malattie infettive.
Un altro amico di Trilussa fu l'animatore Luigi
Pensuti (1903-1945) (7) che
realizzò anche le copertine di due opuscoli propagandistici
di Serafino sulla calciocianamide (vedi immagine
1 e immagine 2). Gli
opuscoli facevano parte della collana di libri ed opuscoli propagandistici
"I quaderni della calciocianamide", diretta da
Serafino, che affidaval'illustrazione delle copertine delle opere
e dei manifesti pubblicitari a vari artisti, tra i quali Ortolani
e Bianchi.

Al termine della carriera lavorativa,
non godendo, come la moglie, di alcuna pensione, ed avendo perso
buona parte del patrimonio di famiglia, investito in buoni, a
causa della guerra, continuò a lavorare come consulente.
Proprio durante una di queste consulenze ebbe un infarto, fu ricoverato
all'ospedale S. Giacomo in via
del Corso, a Roma, dove morì il 9 giugno 1950.
Serafino è sepolto accanto
a suo figlio Enzo, morto quattro anni prima di lui, nel giardino
pensile detto "la scogliera del monte"
nel cimitero monumentale romano del Verano.
A pochi metri si trova la tomba in
cui riposa sua moglie Adele insieme ai genitori Melchiorre e Luisa,
al nonno Guelfo e ai fratelli Mario (maggiore e minore) e Maria.
Pubblicazioni di
Serafino Gaddini (dai cataloghi on-line nelle biblioteche):
ZAGO
F., GADDINI S. (1926)
La calciocianamide. Rizzoli, Milano. IMMAGINE
GADDINI S.
(1929)
La concimazione degli agrumi. Fed. Italiana dei Consorzi Agrari
Edit. Tip., Piacenza.
GADDINI
S. (1931) La concimazione degli agrumi. Stab. L. Salomone,
Roma.
IMMAGINE
GADDINI S.
(1933)
Concimazione presemina al grano. I quaderni della Calciocianamide. Tip. L. Salomone,
Roma.
IMMAGINE
GADDINI S.
(1933)
Consolidare la vittoria. I quaderni della Calciocianamide.
Stab.
L. Salomone, Roma.
GADDINI
S. (1935)
La concimazione dell'olivo. Supplemento quaderno n. 21 di "Pubblicazioni
per propaganda", gen.-giu. 1935. Salomone, Roma.
GADDINI
S., FRANCOLINI F., ZITO F., CAROCCI BUZI C. (1935) La concimazione dell'olivo. I quaderni della
Calciocianamide. Calciocianamide, Milano (Tip. L. Salomone, Roma).
GADDINI
S. (1936)
Il granoturco nell'anno dell'assedio economico. I.G.A.P., Roma.
GADDINI
S. (1938)
Le mosche, biologia delle mosche, loro distruzione con la calciocianamide.
I
quaderni della Calciocianamide, Roma. IMMAGINE
GADDINI S.
(1938)
Letame artificiale. I quaderni della Calciocianamide. I.G.A.P., Roma;
Milano. IMMAGINE
GADDINI S.
(1939)
Per l'autarchia alimentare del nostro paese. Grafiche I.G.A.P., Roma; Milano.
BIASCO
A., GADDINI S. (1939) La concimazione dell'olivo. Ist. Italiano
Arti Grafiche, Bergamo. IMMAGINE.
GADDINI
S. (1940) Sulle analisi chimica e fisiologica
dei terreni della Libia occidentale. Regio istituto agronomico per
l'Africa italiana, Firenze.
GADDINI
S. (1940) La concimazione degli agrumi. Grafiche IGAP,
Roma. IMMAGINE
Riferimenti bibliografici:
(1)
http://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1900/870.
(2) http://www.municipio.re.it/biblioteche/panizzi.nsf/Pagine/D26F9F7516121BE4C125703D00335627?OpenDocument
(3) Archivi degli studenti - Facoltà di Agraria (1900-1950),
a cura di Elena Parmeggiani. Bologna, Archivio storico Università
di Bologna, 2003. SITO.
(4) TRINCHIERI Giuseppe (2001) Industrie chimiche in Italia dalle
origini al 2000. Arvan, Mira-Venezia.
(5) http://www2.polito.it/strutture/cemed/sistemaperiodico/s16/e16_2_19.htmll.
(6) L'Agenda della Calciocianamide (1938) Ist. Italiano Arti
Grafiche, Bergamo. IMMAGINE
(7) http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pensuti

pagina
aggiornata a:
20
agosto 2011