citazioni anticlericali

da "CONTRO IL CONCORDATO" su "Cuore" n. 38 del 24 settembre 1990.

Dante Alighieri (1265-1321): mette all’inferno tutti i papi dei suoi tempi, e fa così parlare S. Pietro contro di loro:

" Quegli che usurpa in terra il luogo mio,
il luogo mio, il luogo mio che vaca
nella presenza del figliuol di Dio,
fatto ha del cemeterio mio cloaca
del sangue e della puzza, onde il perverso
che cadde di quassù, laggiù si placa"
E definisce la sede papale come:
"il luogo là dove Cristo tutto dì si merca"

Giovanni Boccaccio (1313-1375): tutto il Decameron, e in particolare le sue quattro prime novelle, sono squille di laicità. Nella terza Melchisedec giudeo dice di Roma: "Quivi niuna santità, niuna divozione, niuna buona opera o esemplo di vita o d’altro, in alcuno che chierico fosse, veder mi parve; ma lussuria, avarizia e gulosità e simili cose e piggiori (se piggiori esser possono in alcuno) mi vi parve in tanta grazia di tutti vedere, che io ho piuttosto quella per una fucina di diaboliche operazioni che di divine"
Per questo si converte al cristianesimo, pensando che solo lo Spirito Santo può sostenerlo, essendo tali i preti in Roma.

Francesco Petrarca (1304-1374): il più mite dei poeti così riferisce della corte papale:

"Fiamma dal ciel su le tue trecce piova
nido di tradimenti, in cui si cova
quanto mal per lo mondo oggi si spande;
in cui lussuria fa l’ultima prova.
Per le camere tue fanciulle e vecchi
vanno danzando, e Belzebub in mezzo
co’ mantici, col foco e cogli specchi"

Leonardo da Vinci (1452-1519): nelle sue "Profezie" deride le "bugiarde scienze mentali", come la teologia, e le confessioni e le indulgenze, e stigmatizza ironicamente il lusso della chiesa: "Assai saranno che lascieranno gli esercizi e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare, nelle ricchezze e trionfanti edifizi, mostrando essere questo il modo di farsi amico a Dio".

Niccolò Machiavelli (1469-1527): noto il suo spirito laico:
"Quelli popoli che sono più propinqui alla Chiesa romana, capo della religione nostra, hanno meno religione"
Vale la pena ricordare a chi risale la sentenza che "il fine giustifica i mezzi", per la quale è stato tanto vituperato dai preti. Nel 1503 egli scriveva alla signoria di Firenze che il cardinal Riario, nipote di Sisto IV, gli aveva detto che "di tutte le cose gli uomini guardavano più al fine che ai mezzi". E più tardi, nella Mandragola, lo fa ripetere al cinico fra Timoteo: "Oltre di questo, il fine si ha a riguardare in tutte le cose". Date a Machiavelli ciò che è di Machiavelli, e ai cardinali ciò che è dei cardinali.

Francesco Guicciardini (1483-1540): Nei Ricordi dichiara:
"
Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte, ma dubito, ancora che io vivessi molto, non ne vedere alcuna: uno vivere di repubblica bene ordinato nella città nostra, Italia liberata da tutti e’ barbari, e liberato il mondo dalla tirannide di questi scelerati preti".

Michelangelo Buonarroti (1475-1564): riprende l’invettiva dantesca contro il Vaticano:

"Qua si fa elmi di calici, e spade
E ’l sangue di cristo si vende a giumelle,
E croce e spine son lance e rotelle:
E pur da Cristo pazienza cade
".

Torquato Tasso (1544-1595): ossessionato dai timori religiosi e accusato davanti alla santa Inquisizione, si lamenta:
"
Che con sottili artifici gli erano stati fatti tenere, fuor d’ogni sua intenzione, alcuni libri proibiti: oltre che era consapevole a se stesso di aver detto con alcuni...alcune parole assai scandalose, le quali potevano porre alcun dubbio di sua fede". E aggiunge: "Il supplicante è stato fatto restringere come peccante di umor melanconico, e fatto purgare contro sua voglia".

Fra Paolo Sarpi (1552-1623): nella sua Storia del Concilio di Trento, per la quale fu perseguitato dai gesuiti, annota:
"
Se mai vi fu causa di permettere ai chierici il matrimonio, era ... che di cinquecento sacerdoti cattolici appena se ne trova uno che non sia fornicario ..., e che par grande assurdità non admettere chierici ammogliati e tolerar li fornicari: e il voler rimanere ambidui, essere un voler restare senza ministri".

Giuseppe Parini (1729-1799): abate, come membro di una commissione per la riforma degli studi, denuncia:
"
La mediocrità, la bassezza e la corruttela in tutti i generi di scuole formalmente poste o tacitamente ridotte sotto la direzione dei frati (gesuiti) ... e l’estremo decadimento delle Università (dove) l’esser cadute quasi sempre in mano dei frati ha introdotto il medesimo spirito corrotto, falso e fazionario, che si rivede nelle loro istituzioni, nei loro collegi e nelle scuole in qualsivoglia modo pervenute sotto la loro cura".

Galileo Galilei (1564-1642): nota la storia della sua forzata abiura, meno noto il suo spirito caustico nel parlare di preti e frati, nel suo capitolo in biasimo della toga:

"E se tu vuoi conoscere i sciaurati
uomacci tristi e, senza discrizione,
basta che tu conosca i preti e i frati,
che son tutti bontà e divozione
".

Tommaso Campanella (1568-1639): altro grande perseguitato, scampò al rogo, ma passò la vita in prigione. Così si rivolge a Cristo:

"I tuoi seguaci, a chi ti crocifisse,
più che a te crocifisso, simiglianti,
son oggi, o buon Giesù, del tutto erranti
da’ costumi, che ’l tuo senno prescrisse.
Lussurie, ingiurie, tradimenti e risse...
".

Vittorio Alfieri (1749-1803): così inveisce contro lo Stato di Roma, territori senza Stato e chiese senza religione:

"Vuota insalubre region che Stato
ti vai nomando: aridi
campi incolti...
ricchi patrizi, e più che ricchi stolti:
prence, cui fa sciocchezza altrui beato:
Città, non cittadini: augusti tempj,
religion non già: leggi, che ingiuste
ogni lustro cangiar vede, ma in peggio;
Chiavi, che compre un dì schiudeano agli empj
del ciel le porte, or per età vetuste:
Oh, se’ tu Roma, o d’ogni vizio il seggio?
"

Ugo Foscolo (1778-1827): il primo a interpretare la storia della letteratura fuori dagli schemi frateschi, deplorando che il clero "abbia l’educazione dei giovani interamente nelle proprie mani", annota: "L’educazione può essere così congegnata da produrre soltanto abilità mediocri, e i collegi dei Gesuiti affollarono l’Italia di versificatori, di declamatori e di autorucci, pieni di affettazione e di mal gusto. E se quell’epoca produsse alcun uomo meritevole per i posteri di ammirazione e di riconoscenza, si troverà esser uomo e avere scritto sempre in stato continuo e pericoloso di guerra coi Gesuiti"

Alessandro Manzoni (1785-1873): difensore della morale cattolica e della chiesa, avendo votato, come senatore del Regno, per la proclamazione di Roma a capitale d’Italia, incorse nella scomunica e fu perciò sepolto nel cimitero degli a-cattolici, ove tuttora il suo corpo riposa.

Luigi Settembrini (1813-1876): spirito religioso e liberale, patì il carcere borbonico, e sapeva perché:
"
Tra i preti più indegni il governo sceglie i più stupidi e malvagi, li nomina vescovi e loro affida la cura delle anime, l’istruzione, la polizia della diocesi, e la vigilanza della coscienza di tutti. Onde i vescovi sono potenti spie degli intendenti di polizia".

Giuseppe Mazzini (1805-1872): spirito religiosissimo e campione di democrazia:
"
Libertà e Papa stanno in contraddizione. Ora, nella questione che s’agita fra il Papa e la libertà, a chi spetta vittoria? ... In quale delle due teoriche, rappresentate dal Papa e dalla libertà, vi è speranza? Parliamo ai preti in buona fede. Deponiamo ogni stimolo di passione, ogni vanità di difesa, e guardiamo attorno ...".

Giuseppe Garibaldi (1807-1882): "La nostra bella patria sarà grande quando sarà sanata dalla nera scrofolosa genia dei gesuiti e dei gesuitanti ... Io mi figuravo con ragione essere giunto il tempo di dare il crollo alla baracca pontificia ed acquistare all’Italia l’illustre sua capitale... Tutto prometteva infine la caduta del prete, nemico del genere umano".

Francesco De Sanctis (1817-1863): "Vogliamo insegnare la verità per mezzo della menzogna, e inculchiamo negli altri certe idee, di cui ci beffiamo nel secreto della coscienza, e gridiamo contro i preti, e ci mettiamo sul capo il berretto del prete". E ammonisce "Né i concordati rinvigorirono la fede, né le costituzioni rinvigorirono le libertà".

Benedetto Croce (1866-1952): "Tutto questo fermento ... generò nel 1846 un papa liberale, Pio IX. Un impossibile, nella logica e nella realtà".

Antonio Gramsci (1891-1937): "...il sofisma pseudostoricistico per cui pedagogisti a-religiosi (aconfessionali) e in realtà atei, concedono l’insegnamento della religione cattolica perché la religione è la filosofia dell’infanzia dell’umanità che si rinnova in ogni infanzia non metaforica".
Forse occorrerebbe indagare meglio attraverso quali sofismi pseudostoricistici si è giunti oggi a estendere quell’insegnamento dai tre ai diciannove anni.

altre citazioni

da: (traduzioni mie) e dalle opere degli autori delle citazioni

Lucrezio (Titus Lucretius Carus, 96?-56 a.C.) da: "De rerum natura" La vita umana è avvelenata dal peso della religione.

Seneca (ca. 5 a.C.- 65 d.C.) La religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dai saggi, utile dai governanti.

Ferdinando Magellano (Fernão de Magalhães, 1480?-1521) La chiesa dice che la terra è piatta, ma io so che è rotonda, perché ne ho visto l'ombra sulla luna, ed ho più fiducia in un'ombra che nella chiesa.

Michel Eyquem de Montaigne (1533-1592) Gli uomini di semplice comprendonio, poco indagatori e poco istruiti, fanno i buoni cristiani.

Miguel De Cervantes (1547-1616) Diffida dal bue davanti, della mula dietro, del monaco da tutte le parti.

Christopher Marlowe (1564-1593): Barabba, in "L'Ebreo di Malta, Prologo" Io considero la religione solo un gioco da bambini, e credo che non ci sia peccato, ma innocenza.

Blaise Pascal (1623-1662) da: "Pensees" (1670) Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa.

Daniel Defoe (1660-1731) da: "The True-Born Englishman", Part II (1701) E di tutte le piaghe che affliggono l'umanità la tirannia ecclesiastica è la peggiore.

Charles de Montesquieu, (1689-1755) da: "Lettres persanes" (1721) Nessun regno ha mai avuto tante guerre civili quanto il regno di Cristo.

Voltaire (François Marie Arouet, 1694-1778): "(...) tutti i giorni, nei paesi cattolici, si vedono preti e monaci che, uscendo da un letto incestuoso senza neppure essersi lavati le mani insozzate d'impurità, vanno a produrre dei a centinaia, a mangiare e bere il loro dio, a cacare e pisciare il loro dio. Questa superstizione, cento volte più assurda e sacrilega di tutte quelle degli egiziani, ha valso a un prete italiano miliardi di rendita e il dominio di un paese, e ad alcuni verrebbe voglia di andare, a mano armata, a cacciare quel prete che si è impadronito del palazzo dei Cesari". da "Dizionario filosofico" (1764) voce "Transustanziazione" citato su "Il Vernacoliere" luglio 2001.
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Ogni uomo sensato, ogni uomo ragionevole, deve considerare con orrore la setta cristiana.
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Le superstizioni venute dal paganesimo e adottate dall'ebraismo investirono la chiesa cattolica fin dagli inizi. Tutti i padri della chiesa, senza eccezioni, credevano al potere della magia. La chiesa ha sempre condannato la magia, ma ci ha sempre creduto: essa non scomunicava i maghi e le streghe come folli e in errore, ma in quanto persone in comunicazione con il diavolo. da "Dizionario Filosofico" (1764) voce "Superstizione"
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Niente può essere più contrario alla religione che la ragione e il buon senso.
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Un ecclesiastico è uno che si sente chiamato a vivere a spese dei disgraziati che lavorano per vivere.
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Ogni volta che un evento importante, una rivoluzione o una calamità volge a profitto della chiesa, è sempre identificata con la Mano di Dio. da "Dizionario filosofico" (1764)
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Di tutte le religioni, quella Cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini. da "Dizionario filosofico" (1764)
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Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità.
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Le verità della religione non sono mai capite così bene come da quelli che hanno perso la capacità di ragionare. da "Dizionario filosofico" (1764)

Thomas Paine (1737-1809) Di tutte le tirannie che affliggono l'umanità, quella religiosa è la peggiore. Tutte le altre forme di tirannia sono limitate al mondo in cui viviamo, mentre questa cerca di estendersi nell'oltretomba e cerca di perseguitarci per l'eternità.

James Madison (1751-1836) L’asserviemento religioso incatena e debilita lo spirito e lo rende incapace di nobili imprese.

William Blake (1757-1827) "The Marriage of Heaven and Hell" (1790-3) Come il bruco sceglie le foglie più belle per deporvi le uova, così il prete scaglia le sue maledizioni sulle gioie più belle.

Anne Newport Royall (1769-1854) da: "Missionaries, Black Book" Volume III (1829)
Questo popolo della bibbia mi ricorda un'altra calamità simile a questo intrigo dei missionari, quando il nostro popolo, o qualunque altro potere cristiano andava in Africa per il pio scopo di rapire dei negri, le madri gridavano ai loro figli "corri, corri, arrivano i cristiani". Così, quando senti la parola "bibbia", comincia a correre e salvati la pelle, se non vuoi che ti ripuliscano le tasche, o che ti insultino e ti calunnino come hanno fatto con me... e se senti dire "conversioni speranzose" o "vangelo" non smettere di guardarti alle spalle.

Napoleone Bonaparte (1769-1821)
- Sono circondato da preti che ripetono incessantemente che il loro regno non è di questo mondo, e intanto mettono le mani su tutto quello che possono afferrare.
- La religione è perfetta per tenere tranquilla la gente comune.
- Tutte le religioni sono state inventate dagli uomini.

Stendhal (Marie-Henri Beyle, 1783-1842) Tutte le religioni sono fondate sulla paura di tanti e sull'astuzia di pochi.

Arthur Schopenhauer (1788-1860) da: "Parerga und Paralipomena" (1851) La religione è il capolavoro dell'arte dell'ammaestramento di animali, perché addestra la gente su cosa deve pensare.

Percy Bysshe Shelley (1792-1822) da: "Queen Mab: A Philosophical Poem" (1813)
E i preti osano cianciare di un Dio di pace,
Anche quando le loro mani sono rosse di sangue innocente,
E intanto assassinano, sradicando ogni germe
Di verità, sterminando, predando tutto,
Facendo della terra un mattatoio!
   

Frances Wright (1795-1852) da: "Divisions of Knowledge" (1828) I predicatori prezzolati di ogni setta, credo e religione, non insegnano, e non potrebbero insegnare, nulla che non sia in conformità con le opinioni di quelli che li pagano.

Richard Birnie (1808-1888) Scrittore britannico da: "Essays: Social, Moral And Political" (1879) Che grande parte di vanità deve spronare la religiosità dei missionari. C'è qualcosa di melodrammatico nello sbarcare su qualche isola delle Figi, nel battezzare, pervertire e infine assassinare il fiducioso selvaggio, per prendergli la terra in nome dell'Altissimo.

Oliver Wendell Holmes, Sr. (1809-1894)
-
L'uomo che è sempre preoccupato della dannazione della propria anima in genere ha un'anima che non vale un accidente.
- Gli uomini sono idolatri, e vogliono qualcosa da adorare e da baciare, o davanti a cui prostrarsi in terra; lo hanno sempre fatto, lo faranno sempre; e se l'idolo non lo fanno di legno lo fanno di parole. da: "The Poet at the Breakfast Table" (1872)

Edgar Allan Poe (1809-1849) I pionieri e i missionari della religione sono stati la causa reale di più disordini e guerre di ogni altra classe dell'umanità.

Charles Dickens (1812-1870) I missionari sono un danno assoluto e lasciano ogni posto peggiore di come l'hanno trovato.

Sir James Paget (1814-1899) Non conosco nessun libro che sia stato fonte di brutalità e condotta sadica, sia pubblica sia privata, che possa reggere il confronto con la Bibbia.

George Eliot (Mary Ann Evans, 1819-1880) La mia infanzia è stata piena di profonde sofferenze: coliche, pertosse, paura dei fantasmi, inferno, Satana e un Dio nel cielo che si arrabbiava quando mangiavo troppo plumcake.

Mark Twain, (Samuel Langhorne Clemens, 1835-1910) da: "Letters from the Earth" (1909?; pubblicate nel 1962)
(La Bibbia) è molto interessante. In essa c'è nobile poesia; e un po' di ingegnose favole; e un po' di storie sanguinolente; e un po' di buone morali; e un sacco di oscenità, e più di un migliaio di bugie.

Émile Zola (1840-1902) La civiltà non raggiungerà la perfezione finché l'ultima pietra dell'ultima chiesa non sarà caduta sull'ultimo prete.

Ambrose Bierce (1842-1914?) da "Dizionario del Diavolo", 1911.
Ecclesiastico, n. Uomo che si impegna a gestire i nostri affari spirituali come metodo per migliorare i propri affari temporali.
Pregare, v. Chiedere che le leggi dell'universo siano annullate a vantaggio di un singolo postulante, dichiaratamente indegno.
Religione, n. Una figlia della Speranza e della Paura, che spiega all'Ignoranza la natura dell'Inconoscibile.
Santo, n. Un peccatore morto rivisto e corretto.
Scritture, n. I libri sacri della nostra santa religione, che si distinguono dalle false e profane scritture su cui sono basate le altre fedi.

Friedrich Nietzsche (1844-1900) da: "L'Anticristo" (1895) Qualunque cosa un teologo consideri vera deve essere falsa: questo è quasi un criterio di verità.

Lemuel K. Washburn (1846-1927) da: "Is The Bible Worth Reading?" Se una fabbrica paga le tasse e la chiesa no, vuol dire che un giorno la chiesa prenderà possesso della fabbrica.

Helen H. Gardener (1853-1925) da: "Men, Women and Gods", p. 14.
La bibbia insegna che un padre può vendere la propria figlia come schiava [Esodo XXX, 7], che può sacrificare la sua purezza a una folla [Giudici XIX, 24; Gen. XIX, 8], e che può assassinarla, ed essere comunque un buon padre e un sant'uomo. Insegna che un uomo può avere qualunque numero di mogli; che può venderle, regalarle o scambiarle, e continuare ad essere un perfetto gentiluomo, un buon marito, un uomo giusto, e uno dei più intimi amici di Dio; e questo è solo l'inizio. Insegna quasi tutte le infamità che esistono sotto il cielo contro la donna, e non le riconosce come essere vivente libero e dotato di volontà autonoma. La classifica come una proprietà, al pari di una pecora, e le proibisce di pensare, parlare, agire o esistere, eccetto che sotto condizioni e limiti definite da qualche prete.

Theodore Dreiser (1871-1945) Assicura a un uomo che ha un'anima e poi terrorizzalo con storie da comari su cosa gli succederà dopo, e avrai preso all'amo un pesce, uno schiavo mentale.

Bertrand Russell (1872-1970) da: "Has Religion Made Useful Contribution to Civilization?" La mia visione della religione è quella di Lucrezio. Io la considero come una malattia nata dalla paura e una fonte per la razza umana di misteri non detti.

Henry Louis Mencken (1880-1956) da: "A Mencken Chrestomathy", "Sententiæ: Arcana Cælestia" (1949)
Teologia: lo sforzo di spiegare l'inconoscibile mettendolo in termini che non vale la pena di conoscere.

Sir Julian Sorell Huxley (1887-1975) da: "The Creed of a Scientific Humanist"
Mi torna in mente la storia del filosofo e del teologo, che erano impegnati in una disputa, ed il teologo usava la vecchia battuta sul filosofo che sembra un cieco, in una stanza buia, che cerca un gatto nero, che non è nemmeno nella stanza. "Può essere" rispose il filosofo "ma un teologo l'avrebbe trovato"

Joseph Lewis, (1889-1968) da: "The Ten Commandments", pag. 66-67
Trasformare una bacchetta in un serpente e di nuovo il serpente in una bacchetta può essere un'abile magia, ma come può una tale dimostrazione provare che Mosè ha parlato con Dio? Se la sola cosa necessaria a provare la verità di un'affermazione straordinaria fosse dimostrare un'abilità a stupire, non ci sarebbero più misteri da risolvere.
Se una persona afferma di poter riportare in vita i morti, e come prova di ciò tira fuori un coniglio da un cilindro, è difficile che questo sia una dimostrazione della verità delle proprie affermazioni, è soltanto un esempio della sua abilità nell'arte dell'inganno. Se egli afferma che può volare senza ali e senza l'uso di aiuti meccanici di qualsiasi tipo, e come prova della sua abilità estrae un altro coniglio dal cilindro, questa non è una prova della sua abilità a volare, ma della sua abilità a mentire, e sarà senza molte esitazioni condannato come imbroglione. La dimostrazione di una cosa non ha assolutamente nessuna capacità di provare la verità di un'altra, quando tra le due cose non c'è nessuna relazione.

Henry Marie Joseph Millon de Montherlant (1895-1972) da "Carnets" La religione è la malattia venerea dell'umanità.

Clive Staples Lewis (1898-1963) da "God in the Dock"
Tra tutte le tirannie, una tirannia esercitata per il bene delle sue vittime può essere la più oppressiva. Può essere meglio vivere sotto baroni ladri che sotto onnipotenti ficcanaso morali. La crudeltà del barone può ogni tanto sopirsi, la sua cupidigia può in qualche misura essere saziata; ma quelli che ci tormentano per il nostro bene, ci tormenteranno senza fine, perché lo fanno con l'approvazione della propria coscienza.

Jean-Paul Sartre (1905-1980) da "Le diable et le bon dieu" . Conosco una sola Chiesa: è la società degli uomini.

Stanislaw Jerzy Lec (1909-1966) da: "Unkempt Thoughts" (1962) Chi è senza peccato scagli la prima pietra: è una trappola. Perché dopo non sarà più senza peccato.

Francis Harry Compton Crick (1916-2004) Se le religioni rivelate hanno rivelato qualcosa è che di solito hanno torto.

John Updike, (1932-2009) da: "La versione di Roger" (1986) Ogni volta che la religione tocca la scienza, rimane scottata. Nel 16° secolo l'astronomia, nel 17° la microbiologia, nel 18° la geologia e la paleontologia, nel 19° la biologia darwiniana, tutte hanno fantasticamente esteso le dimensioni del mondo, facendo correre gli uomini di chiesa in cerca di riparo in angolini sempre più piccoli e sempre più nell'ombra, piccole oscure ambigue grotte nella psiche dove ancora oggi la neurologia li tormenta crudelmente, stanandoli fuori dal cervello multipieghettato come insetti da sotto una catasta di legna. Barth aveva ragione: totaliter aliter. Solo mettendo Dio completamente dall'altra parte dell'umanamente comprensibile, ogni salvezza finale per Lui può essere assicurata.

George Carlin (1937-2008)
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Non vorrei mai far parte di un gruppo il cui simbolo è un tizio inchiodato a due pezzi di legno.
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La religione è come un paio di scarpe ... trova quelle che ti calzano bene, ma non farmi mettere le tue scarpe.
- La religione ha in realtà convinto la gente che c'è un uomo invisibile, che vive in cielo che guarda ogni cosa che fai, ogni minuto di ogni giorno. E l'uomo invisibile ha una speciale lista di dieci cose che non vuole che tu faccia. E se tu fai una di queste dieci cose, lui ha un posto speciale, pieno di fuoco e fumo e roghi e torture e angoscia, dove ti manderà a vivere e soffrire e bruciare e soffocare e urlare e piangere per sempre fino alla fine del tempo. Ma Lui ti ama. da: Losing Faith in Faith: From Preacher to Atheist.
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La Chiesa cattolica è strepitosa: è riuscita a convincerci che esiste un Dio caritatevole, misericordioso, che ha creato il cielo e la terra, che ci ama, ci vuole vicino a lui, è onnipotente, e ha bisogno di soldi.

Frank Zappa (1940-1993) Il mio migliore consiglio per tutti quelli che vogliono crescere un figlio felice e sano di mente è: tenetelo più lontano che potete dalle chiese.

Annie Dillard (1945-) da: "Pilgrim at Tinker Creek"
Un cacciatore Inuit chiese al prete missionario locale:
     "Se non sapessi niente di Dio e del peccato, potrei andare all'inferno?"
     "No," disse il prete, "no, se non lo sai"
     "Allora perché," chiese serio l'Inuit, "me lo hai detto?"

Dan Barker (1949-)
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Tu credi in un libro in cui ci sono animali parlanti, maghi, streghe, demoni, bastoni che si trasformano in serpenti, cibo che cade dal cielo, tizi che camminano sull'acqua e ogni tipo di storie magiche, assurde e primitive, e mi vieni a dire che noi siamo quelli che hanno bisogno di aiuto?
- L'autentico concetto di peccato viene dalla bibbia. Il cristianesimo offre la soluzione a un problema che esso stesso ha creato! Saresti riconoscente verso una persona che ti ferisce con un coltello per poterti vendere una fasciatura? da "Losing faith in faith".

Dennis Miller (1953-) Il 66% dei cattolici fa sesso una volta a settimana. Il numero sarebbe stato più basso, ma hanno contato anche i preti.

Rosie O'Donnell (1962-) Bisogna credere in Dio per farsi suora?

Dylan Brody (1964-) Sono d'accordo a far dire le preghiere a scuola, purché venga trovato un posto per l'algebra in chiesa.

Giovanni Soriano (1969-) Punti di vista: credere che un gatto nero che ci attraversi la strada porti sfortuna è superstizione; credere che una donna “sempre vergine” abbia concepito il “figlio di dio” per opera dello “spirito santo” è fede.

Francesco Vespa (1985-) Bella cosa la religione! Ieri sono andato a confessarmi. Sto meglio, ma ora il prete pretende duecento euro per tenere la bocca chiusa.

www.spinoza.it (2009) Pacchetto sicurezza, i figli di immigrati irregolari saranno affidati ai servizi sociali. Guardiamo il lato positivo: una volta li avrebbero dati ai preti.

Simone Salis (?) Troppi papi morti sul lavoro. La Procura apre un'inchiesta. da Lercio TG - StaiSerena, Rai Radio2, 27 marzo 2015.

Simone Salis (?) Non ha le garanzie" IOR rifiuta prestito a Gesù. da Lercio News - Rai Radio2, 24 novembre 2015.

scettici romaneschi

Giuseppe Gioachino Belli, (1791-1863) Sonetti, Mondadori, Milano, 1984. (a cura di Pietro Gibellini) le note sono dell'autore

L'ESSEMPIO (30 aprile 1834)
Conzideranno come sò accidiosi
Sti pretacci maliggni e traditori:
Esaminanno quanto so rrabbiosi,
Jotti
1, avari, superbi e fottitori;

Ripijji un po' de fiato, t'arincori,
T'addormi ppiù ttranquillo e tt'ariposi:
Perché li loro vizzi più ppeggiori
Serveno a illuminà lli scrupolosi.

È er Ccrero 2 che cc'impara 3 a ffà ll'istesso,
Er Crero, c'ha scordato er gran proscetto
D'amà er prossimo suo com'e ssestesso.

Mentre li preti offenneno 4 er decoro
E la legge de Ddio j'è mmorta in petto,
Chi vvorà rispettà lla legge loro?

note dell'autore: 1. ghiotti. 2. il Clero. 3. impara, per "insegna". 4. offendono.

LE RISATE DER PAPA (17 novembre 1834)
Er papa ride? Male, amico! È ssegno
C'a mmomenti er zu' popolo ha da piaggne
1.
Le risatine de sto bbon padreggno
Pe nnoi fijjastri
2 so ssempre compaggne.

Ste facciacce che pporteno er trireggno
S'assomijjeno tutte a le castaggne:
Bbelle de fora, eppoi, pe ddio de leggno,
Muffe de drento e ppiene de magaggne.

Er papa ghiggna? Sce sò guai per aria:
Tanto ppiù cch'er zu' ride de sti tempi
Nun me pare una cosa nescessaria.

Fijji mii cari, state bbene attenti.
Sovrani in alegria so bbrutti esempi,
Chi rride cosa fa? Mmostra li denti.

note dell'autore: 1. Piangere, 2. Il nostro romanesco ha ragione. Noi difatti siam figli di Gesù Cristo e della Chiesa sua sposa, la quale, morto il primo marito, è tornata a tante altre nozze, e non cessa malgrado della sua decrepitezza.

LI CARDINALI IN CAPPELLA (20 aprile 1846)
(...)
Sarìa curioso de leggejje in core
Quanti de quelli llì ccredeno in Dio.

Giggi Zanazzo (1860-1911) Tradizioni popolari romane. Novelle, favole e leggende romanesche. Edizioni La Bancarella Romana. Roma, 1994 (ristampa dell'edizione originale 1907-1910). Vol. II, pag. 350-351.

ER FATTO DE CRISTO
Ecchete che ariva a l'orecchia der Papa la nôva, sparsa ggià ppe' ttutta quanta Roma sana, che cc'era un Cristo che - gnentedemeno! - sudava sangue.
Tutta Roma annava a vvede quelo straccio de miracolo, e e' romito che lo possiedeva faceva affari d'oro.
Sisto Quinto che nun era micco lui, e che nun voleva che manco l'antri passassino pe' mmicchi, che tte fa? Un ber giorno, montanno in carozza, fece ar cocchiere:
- Annamo a vvede 'sto Cristo che pisciola sangue.
Arivato llà, disse à romito:
- Damme quer Cristo.
Poi, da un falegname llì accanto, se fece imprestà un'accetta, e ddicenno
- Come Cristo t'adoro e ccome llegno te spacco - je diede 'n'accettata e lo fece in cento pezzi.
Azzeccàtece un po'? Drento c'era un certo congegno fatto cor una spónga intinta ar colore rosso che quanno se tirava co' lo spago, la spónga s'aritirava e bbuttava que' rosso che dda certi bucetti usciva addosso ar Cristo.
Figurateve come arimase contento er popolo a vvédésse scuperta quelo straccio d'impiommatura che j'aveveno data!
Ma arimase ppiù mmale e romito che per ordine der papa, fu agguantato da li sbirri, processato e mmannato ar Sant'Uffizio.

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pagina creata il: 12 dicembre 2000 e aggiornata al: 4 dicembre 2016