Razza bovina Maremmana

Storia
La razza bovina Maremmana è considerata appartenente al ceppo Podolico, un gruppo di bovini grigi derivato dall'antico uro (Bos primigenius, figura 1), descritto da Giulio Cesare nel De Bello Gallico, il cui ultimo esemplare morì in Polonia nel 1627. Una descrizione del taurus silvestris fatta da Plinio (Storia Naturale VIII 30, 74) sembra invece più che altro di fantasia, richiamando un bovino selvatico e feroce, dal pelo fulvo e dagli occhi azzurri vivente in Etiopia.
Secondo vari autori, i bovini podolici arrivarono in Italia dalle steppe dell'Europa orientale (la Podolia è una regione dell'odierna Ucraina) nel 5° secolo, con le invasioni barbariche e, incrociandosi con il bestiame locale, diedero origine a diverse popolazioni, una delle quali stanziata in Maremma, zona costiera paludosa estesa tra Toscana meridionale e Lazio settentrionale (figura 2).
Altri autori (Ciani e Matassino, 2001), negano l'origine podolica delle razze grigie italiane, rilevando che i bovini macroceri sono documentati nel Mediterraneo a partire dal Neolitico, convivendo con il progenitore selvatico Bos primigenius. Dalle rappresentazioni pittoriche e plastiche egizie (foto 3) e minoiche (foto 4) risultano caratteristiche simili ai bovini macroceri odierni, come i maremmani o le razze spagnole, tra cui la Cachena (foto 5, toro e 6, vacca) mostra un'incornatura particolarmente simile alla Maremmana.
Anche in Italia esistono rappresentazioni, in particolare etrusche, di bovini macroceri, come gli affreschi della tomba dei tori di Caere (Cerveteri, nella Maremma laziale, foto 7), l'askos villanoviano del museo di Tarquinia, sempre nella Maremma laziale (VIII sec. a.C., foto 8), la testa taurina del museo di Vetulonia (nella Maremma toscana) e, sempre da Vetulonia, le testine bovine che ornano la Conca bronzea dalla tomba Bernardini di Palestrina (680-650 a.C.), esposte al Museo Etrusco di Villa Giulia.
Bovini maremmani sono comunemente ritratti da innumerevoli pittori nei paesaggi della campagna romana dal 1600 in poi.

La Maremma era caratterizzata da un ambiente ostile e da condizioni di vita difficili anche per la popolazione umana, anche a causa della malaria che fu presente fino all'inizio del 20° secolo, così il bestiame che vi ebbe origine apparteneva a una razza forte e resistente, adatto al pascolo brado. Con l'avvento della meccanizzazione in agricoltura il numero dei capi si ridusse drasticamente e da un'iniziale triplice attitudine (latte-carne-lavoro), la razza passò a una duplice attitudine (carne-lavoro) e oggi è una razza da carne. Il tentativo di trasformare la Maremmana in una razza più produttiva ma meno rustica è stato fortunatamente abbandonato all'inizio del 20° secolo, e oggi la Maremmana è impiegata pura o incrociata con razze specializzate da carne (di solito Charolaise, ma anche Chianina, Limousine e altre), per ottenere vitelloni con migliori caratteristiche da carne, senza perdere la rusticità e la capacità di allevamento delle vacche maremmane.
Una razza estera molto simile alla Maremmana è la Grigia Ungherese (Magyar szürke, foto 9), forse un'antenata del bestiame grigio che fu introdotto in Italia nel 5° secolo, ma anche derivata dalla Maremmana, quando nel 18° secolo i Lorena, granduchi di Toscana, mandarono dei tori maremmani a insanguare il bestiame dei loro possedimenti di famiglia nella puszta ungherese.

La razza
La Maremmana ha spiccate caratteristiche di rusticità, con alta capacità di pascolare in ogni stagione su terreni aridi, sfruttando risorse alimentari che altre razze non riuscirebbero a trasformare, rendendo il loro mantenimento estremamente economico; inoltre la Maremmana è anche molto resistente alla siccità, ai predatori e ai parassiti.
Infine la rusticità della Maremmana comprende la sua ottima attitudine materna, intesa come capacità di portare il vitello all'età dello svezzamento (al 5° mese con il 98% di sopravvivenza dei vitelli) e consistente in una grande facilità di parto senza necessitare di assistenza, ottima produzione di latte (10-12 l/d) che garantisce ottimi accrescimenti medi giornalieri (anche 1 kg/d) e capacità di difendere sé stessa e il vitello dagli attacchi dei predatori (soprattutto lupi e capi inselvatichiti).

Allevamento
L'allevamento della Maremmana è tradizionalmente brado per tutto l'anno, in inverno sfruttando boschi e macchie per l'alimentazione e per riparo dal freddo, in primavera, dopo i parti, sui pascoli, dove le vacche hanno a disposizione maggiori risorse alimentari per l'allattamento, in estate su zone paludose, boschi, prati ed erbai irrigui, se disponibili. La Maremmana richiede solo minime integrazioni di paglia per soddisfare i propri fabbisogni. I vitelli vengono svezzati in autunno e nella primavera successiva sono marchiati a fuoco, durante la "merca" che è spesso occasione di feste tradizionali, molto apprezzate anche dai turisti. Il periodo degli accoppiamenti dura circa tre mesi, con gruppi di monta formati in primavera e comprendenti un toro ogni 20-30 fattrici.

Caratteristiche
Le caratteristiche principali della Maremmana sono le ampie corna (fino a 100 cm. ciascuna: appartiene al gruppo dei bovini macroceri), a mezzaluna nei tori (foto 10) e a lira nelle vacche (foto 11), le grandi dimensioni delle corna servono soprattutto a farsi largo nella vegetazione più fitta. Il mantello varia dal grigio chiaro al grigio scuro nella vacca, ed è grigio scuro nel toro, con testa, collo, zampe anteriori e parte anteriore del tronco più scuri (foto 12); nei vitelli alla nascita il mantello è fromentino (foto 13) e muta a partire dal terzo mese d'età. Alcune parti devono essere nere: zoccoli, unghielli, punte delle corna, lingua, musello, mucose delle aperture naturali, ciglia e mucosa delle palpebre, orecchie, ciuffo del pisciolare, fondo dello scroto, fiocco della coda. Lo sviluppo scheletrico è imponente e insieme allo sviluppo del treno anteriore, entrambi caratteristici degli animali da lavoro (foto 14) danno a questi bovini un aspetto possente.
Le vacche maremmane raggiungono i 15-16 anni di età, anche se lo sviluppo è piuttosto tardivo: a 18 mesi pesano solo 350-440 Kg, mentre da adulti i tori pesano 700-1200 Kg e le vacche 600-700 Kg. Alla macellazione il vitellone maremmano (18 mesi) dà carcasse con peso medio di 280,9 kg, con una resa al macello del 52,88% e una resa netta del 58,65%.

Oggi
Il Libro Genealogico della Maremmana è tenuto dall'ANABIC (Associazione Nazionale Allevatori Razze Italiane Bovine da Carne) e i migliori torelli sono provati in performance test in un Centro di Selezione Torelli (ad Alberese, Grosseto), da cui a 15 mesi, se selezionati, escono come riproduttori. La selezione dei riproduttori si basa sulla produttività, la genealogia e la morfologia, quest'ultima consistente in un giudizio sulla bellezza funzionale dell'animale, centrata quindi soprattutto sullo sviluppo muscolare, piuttosto che su criteri puramente estetici, come in passato. La consistenza è di 10.000 capi circa (9682 iscritti al Libro Genealogico), di cui il 80% vive nel Lazio (di cui la maggior parte nella provincia di Roma, ma anche in quelle di Viterbo, Roma e Latina) e il 19% in Toscana (province di Grosseto, Pisa, Livorno e Arezzo), alcuni capi sono anche in Umbria (provincia di Terni). C'è un crescente interesse per la Maremmana da parte di allevatori italiani (in particolare del Sud) ed esteri (Spagna e America Centrale) interessati alla sua notevole rusticità ed economicità di allevamento.

Consistenza del Libro Genealogico al 31 dicembre 2008 (fonte: Anabic)

Tori

Vacche

Giovenche

Vitelli

Totale

158

5347

2051

2126

9682

links

le mie foto di Maremmane

bibliografia:
ANABIC La razza Maremmana. Grafiche Ballerini, Pescara.
CIANI F., MATASSINO D. (2001) Il bovino grigio allevato in Italia: origine. Nota I: il bovino Macrocero. Taurus speciale 12: 89-99.
FUENTES GARCÍA F.C., SÁNCHEZ SÁNCHEZ J.M., GONZALO ABASCAL (2000) Manual de etnología animal: razas de rumiantes. Diego Marin, Murcia, Spagna.
TORTORELLI N. (1984) - Zootecnica speciale - Edagricole, Bologna.

sources of the images:
1: http://www.agr.kuleuven.ac.be/dp/I374/eurocattle/ppframe.htm
3: http://www.adventureprone.com/travel/photos/DSCF1553.JPG
4: http://oncampus.richmond.edu/academics/classics/photos/photodb/Thompson/100_0414.jpg
5: http://www.inorde.com/razas/imagenes/macho-cachena.jpg
6: http://www.lugo.usc.es/~avebus/ap_pst000_es.htm
7: American Library
9: http://www.ktg.gau.hu/~tgabor/fajismeret/images1/nat_cons/nat_park/kiskuns2.jpg
10 - 13 Andrea Gaddini
11 - 12 http://www.anabic.it
14: http://www.atlanteparchi.com/parco.regionale.maremma/razzeautoctone.html

pagina aggiornata a: 18 novembre 2009